L’autobus cinese che lascia a piedi gli investitori

 

Investireste i vostri risparmi per finanziare la costruzione di un avveniristico autobus la cui realizzazione promette di darvi un rendimento del 12 per cento?

 

In Cina, dove la formula dei prestiti tra privati è diffusissima, lo hanno fatto centinaia di piccoli investitori.

 

Ma nel Paese del Dragone non esistono le attività di controllo da parte degli organi regolatori che rendono Soisy così sicura in Italia. E le truffe sono dietro l’angolo.

 

Una storia disonesta

Nei mesi scorsi, la piattaforma di prestiti tra privati Huanying Kailai aveva raccolto 26 milioni di dollari promettendo rendimenti altissimi a centinaia di investitori persino prima che il prototipo del Transit Elevated Bus (lo chiameremo TEB) fosse messo in strada. Prima ancora, cioè, che si fosse valutato seriamente il rischio che un investimento del genere comportava per le centinaia di piccoli investitori che avevano contribuito a finanziare il progetto.

 

All’inizio di agosto di quest’anno, tutti i mezzi di comunicazione cinesi avevano dato ampio risalto al mega autobus, e anche un autorevole sito occidentale come Wired aveva sbandierato ai quattro venti che “il TEB è già on the road”.

 

Quello che i media non avevano detto era che sulla strada c’era un prototipo che non era stato mai testato prima.

 

E che questo prototipo di gigantesco autobus sopraelevato, che avrebbe dovuto scorrere su due rotaie poste ai lati della strada, portare trecento passeggeri in ogni vagone (fino a 1200 in quattro carrozze a pieno regime) e permettere alle automobili di passarci sotto, decongestionando il traffico delle megalopoli cinesi, non funzionava.

 

Prima della fine dello stesso mese di agosto, qualche ingegnere cominciò a fare alcune domande che fino ad allora erano rimaste senza risposta.

 

Come avrebbe fatto l’autobus a passare sotto ai ponti più bassi?

Poi, considerato che l’altezza era solamente di due metri e 13 centimetri, come avrebbero fatto gli autobus normali a sorpassarlo?

E ancora, come avrebbe percorso le curve a 90 gradi con una mole del genere?

 

Così, come si era gonfiata, la bolla esplose, lasciando a piedi (letteralmente) tutti quelli che avevano creduto nel progetto.

Oggi sono circa 200 gli investitori che hanno richiesto un risarcimento alla piattaforma Huanying Kailal.

 

La fregatura del superautobus cinese è l’esempio perfetto di come la mancanza di trasparenza, valore chiave in Soisy, possa essere causa di spiacevoli inconvenienti per chi decide di investire i propri soldi in un mercato non sottoposto a rigidi controlli.

 

La certezza di investimenti sicuri e controllati

Nell’attesa che la giustizia cinese faccia il suo corso, ci chiediamo: perché una storia del genere non sarebbe mai potuta accadere in Soisy?

 

Perché Soisy è una piattaforma autorizzata e vigilata dalla Banca d’Italia e, pertanto, è tenuta a rispettare norme molto stringenti.

 

Per esempio, i controlli sono svolti dalla funzione Gestione del Rischio, che è indipendente e comunica direttamente con il Consiglio di amministrazione.

 

Ci sono poi dei responsabili esterni di Compliance e Internal Audit che garantiscono indipendenza e professionalità alla piattaforma. E, naturalmente, c’è un Revisore Legale dei Conti per i controlli sulla correttezza delle scritture contabili.  

 

Tutte queste figure non esistono in un modello di governance interna diverso da quello di Soisy.

 

In Cina c’è sì un controllo da parte delle autorità bancarie regolatrici, ma non è preventivo come nel caso di Soisy.

Avviene ex post, cioè quando gli investimenti a rischio sono già stati realizzati.

 

Nonostante in Cina si siano verificati molti casi di truffe sulle piattaforme online (a febbraio del 2016 la China Banking Regulatory Commission ha dichiarato che sono circa mille quelle problematiche), la domanda per questo tipo di soluzioni è in costante aumento: 2013 i cittadini del Dragone hanno richiesto prestiti tra privati per un valore di 4,3 miliardi di dollari. Nel 2015, sono infatti stati scambiati 71 miliardi. Un boom enorme in soli due anni.

 

La crescita vertiginosa di questo mercato dimostra che esistono enormi potenzialità  ancora inespresse. In Cina i rendimenti dei prestiti tra privati sono stati del 13.3 per cento nel 2015. Superiori a quelli garantiti da Soisy (che sono tra il 3,96 e il 4,41 per cento per gli investitori che hanno aderito alla garanzia di rendimento), ma anche molto meno trasparenti.

 

Il maggior rischio degli investimenti è anche legato al fatto che piattaforme come Huanying Kaila investono sul mercato delle start up, mentre Soisy si dedica esclusivamente ai prestiti tra privati. Mancano però in Cina le attività di controllo da parte di autorità bancarie come la Banca d’Italia.   

Soisy gestisce i risparmi dei propri investitori in maniera veloce, vantaggiosa e, soprattutto, sicura, cercando ogni modalità possibile per rendere gli investimenti più sicuri (leggi: la nostra garanzia di rendimento).

E la sicurezza dei clienti va valutata con attenzione quando si tratta di risparmi e di investimenti.

 

Credits immagini: copertina

 

Davide Denina

 

 

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