Chi è il sostituto d’imposta negli investimenti e come funziona

Sugli interessi maturati attraverso un investimento è necessario pagare le tasse, applicando al rendimento ottenuto da una plusvalenza l’aliquota prevista dalle normative fiscali italiane. Il calcolo e il pagamento delle imposte sui guadagni ottenuti dagli investimenti sono operazioni piuttosto complesse, tuttavia in alcuni casi è possibile beneficiare del sostituto d’imposta.

Si tratta di un servizio messo a disposizione da alcune imprese autorizzate, con il quale è possibile delegare questo compito all’intermediario e usufruire di una serie di vantaggi interessanti. Questa soluzione è disponibile anche per gli investimenti con i prestiti tra privati di Soisy. Tuttavia, è fondamentale sapere quando è possibile utilizzare questo meccanismo e come funziona nel dettaglio, per evitare problemi con il Fisco e continuare a investire in tranquillità.

Sostituto d’imposta: cos’è esattamente?

Qualsiasi tipo di investimento richiede il pagamento delle tasse sui guadagni, versando all’Erario una quota, che in molti casi è pari al 26%. In alcuni casi l’aliquota è ridotta, come avviene ad esempio sui rendimenti dei titoli di Stato o risparmio postale per i quali l’imposta è agevolata, del 12,5% o sui PIR, che sono esenti da tassazione se mantenuti per 5 anni. In condizioni normali, bisogna dichiarare i guadagni ottenuti dagli investimenti realizzati alla fine dell’anno, segnalandoli all’interno della dichiarazione dei redditi

La legge italiana, però, prevede in alcuni casi la possibilità di delegare il pagamento delle tasse sui rendimenti degli investimenti, lasciando che sia l’intermediario con il quale si investe a occuparsi del versamento delle imposte. In questo caso si parla di sostituto d’imposta, poiché la società trattiene l’importo relativo all’aliquota del 26% da pagare sui guadagni e la corrisponde allo Stato per conto dell’investitore. 

Il sostituto d’imposta è quindi un ente, un’impresa o il datore di lavoro che si sostituisce al cittadino o investitore comportandosi come un suo intermediario, riscuotendo le tasse dai contribuenti e pagandole al loro posto. Ad esempio, per i dipendenti pubblici il sostituto d’imposta è il Ministero dell’Economia e delle Finanze, mentre per un investitore può essere l’intermediario con il quale si opera, come avviene con una banca che offre questo servizio ai clienti con un portafoglio titoli attivo. 

Come funziona il sostituto d’imposta negli investimenti

Il sostituto d’imposta è un operatore autorizzato da un ente accreditato. Come sancito dalle Normative, gli intermediari regolamentati e vigilati possono fornire questo servizio agli investitori. Questo può avvenire in diverse modalità, ad esempio tramite il regime amministrato, con il quale si incarica il broker di calcolare l’imponibile, prelevare l’importo dovuto al Fisco e pagare le tasse sui proventi degli investimenti.

Con il regime dichiarativo, invece, è l’investitore che paga in autonomia le imposte sui rendimenti realizzati. L’intermediario gli riconosce il 100% dei guadagni, al netto di eventuali commissioni, dopodiché bisogna provvedere per conto proprio al pagamento delle tasse attraverso la dichiarazione dei redditi. Indicare il sostituto d’imposta nel 730 è molto semplice: è infatti sufficiente segnalare il responsabile per il pagamento delle imposte selezionandolo dalle banche dati. 

Sostituto d’imposta negli investimenti di P2P lending

Con la Legge di Bilancio 2018 anche il peer-to-peer lending è stato inserito tra i servizi d’investimento che possono beneficiare del sostituto d’imposta. Dal 2018, quindi, chi investe nei prestiti tra privati beneficia di questa opzione purché investa con una piattaforma vigilata da Banca d’Italia, iscritta negli albi degli intermediari finanziari o degli istituti di pagamento (per capirlo facilmente basta andare qui e cliccare su intemediari/albi in alto a sinistra).Se, al contrario, la società non è presente a quel link, si paga la tassazione marginale e si arriva fino al 43% in base al reddito.

Quali sono i vantaggi del sostituto d’imposta per gli investitori?

Affidarsi a un istituto o un intermediario sostituto d’imposta garantisce importanti vantaggi, per questo motivo molti investitori preferiscono questa soluzione. 

  • Risparmio economico: con il sostituto d’imposta applicato al social lending si paga un’aliquota fissa del 26%, mentre con la tassazione marginale l’aliquota può variare dal 23 fino al 43%. Quasi sempre, quindi, l’importo da versare al Fisco è maggiore senza sostituto d’imposta.
  • Risparmio sui costi del commercialista: in condizioni normali bisogna rivolgersi a un commercialista esperto, un professionista che si occupa di calcolare il reddito imponibile e conteggiare l’importo dei guadagni sul quale applicare l’aliquota. Con il sostituto d’imposta, al contrario, non è necessario affidarsi al commercialista, evitando così di sostenere anche questa spesa. 
  • Pagamento automatico delle imposte: scegliendo una piattaforma di P2P lending autorizzata è possibile investire in modo più sereno e semplice. La piattaforma, infatti, trattiene in modo automatico le imposte dovute, evitando così di dover inserire i guadagni ottenuti nella dichiarazione dei redditi.
  • Nessun errore fiscale: con il sostituto d’imposta si evitano errori nel pagamento delle tasse sui rendimenti degli investimenti. Questo perché l’operazione viene gestita da professionisti del settore. Si tratta quindi di un’alternativa più sicura, soprattutto se si compila la dichiarazione dei redditi da soli senza un consulente. 

Prestiti tra privati: perché conviene il sostituto d’imposta?

Il sostituto d’imposta è una soluzione che consente di risparmiare e investire in modo più agevole, senza pagare il commercialista ed evitando di preoccuparsi di pagare le tasse sui guadagni ottenuti. Come anticipato in precedenza, una piattaforma di P2P lending che offre il servizio di sostituto d’imposta deve essere una società autorizzata e vigilata da Banca d’Italia, dunque in grado di fornire maggiori tutele nei confronti degli investitori.

Ad esempio, una piattaforma di peer-to-peer lending dietro la quale si trova una società non autorizzata, perciò una società non iscritta all’albo degli istituti di pagamento o degli intermediari finanziari, potrebbe offrire condizioni apparentemente più vantaggiose agli investitori. Tuttavia, si corre il rischio di pagare molte più tasse rispetto a una piattaforma proposta da un operatore abilitato, con la possibilità di arrivare fino al 43% di aliquota, oltre ai costi del commercialista o alle spese del consulente CAF

Noi di Soisy mettiamo a disposizione investimenti con prestiti tra privati chiari e trasparenti, con la possibilità di usufruire del sostituto d’imposta in quanto siamo un istituto di pagamento autorizzato da Banca d’Italia, come spieghiamo anche in questo articolo. In questo modo addebitiamo una ritenuta d’acconto del 26% su ogni pagamento della rata, alleggerendo i clienti che investono con il nostro marketplace lending dalla scomodità di dover pagare le tasse per conto proprio.

Inoltre, essendo vigilati da Banca d’Italia, siamo soggetti a numerosi controlli e possiamo offrire una maggiore garanzia a tutti gli investitori che scelgono il social lending di Soisy.

Infine, forniamo ulteriori tutele come la Garanzia di Rendimento, una protezione in caso di insolvenza del debitore, con la quale il rendimento si riduce leggermente a fronte di una sicurezza superiore sul capitale investito, per continuare a investire in modo sereno. 

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