Come scegliere un prestito conveniente

 

“Prestito conveniente: quale e perché”, “A chi mi consigli di rivolgermi?”, “E se non volessi l’assicurazione?”: dopo 14 anni in banche, gruppi bancari e affini si diventa automaticamente il consulente di fiducia di parenti e amici che ti interpellano per le tematiche finanziarie più disparate. Una delle domande più complicate che possano capitare è capire se un prestito sia più conveniente di un altro.

 

Con la sua rata costante, il prestito ha un aspetto semplice e rasserenante, che non lascia trapelare nulla della complessità sottostante.

 

Basta fare una ricerca in Google per imbattersi in liste di 3 (o 5, o 6) consigli su come scegliere i prestiti con contenuti discutibili, come il consiglio di aumentare la durata del prestito per renderlo più sostenibile. Come vedremo orientarsi tra i vari criteri per comparare un prestito non è semplice, ma le durate più lunghe costano decisamente di più al consumatore e vanno considerate con attenzione.

 

Da qualche anno ormai i parlamenti dei paesi europei hanno approvato norme uniformi sulle informazioni da fornire per la scelta di un prestito. È obbligatorio mostrare sempre tre indici per la comparazione:

  • il tasso annuale netto (TAN)
  • il tasso annuale effettivo globale (TAEG)
  • l’importo totale dovuto.

Arrivati a questo punto il classico articolo del tipo “5 motivi su come scegliere un prestito” dice che tutti i criteri sono importanti ma il TAEG è il migliore perché tiene in considerazione tutte le componenti di spesa.

 

Noi invece andiamo controcorrente e diciamo innanzitutto che una norma che impone 3 criteri di scelta per i consumatori non fa il loro interesse ma aumenta solo la confusione. Peraltro chiunque abbia pensato i nomi degli indicatori dovrebbe fare un corso di comunicazione.

 

Quanto ai tre criteri, uno é superfluo, uno é fuorviante e uno solo é quello realmente utile. E non è il TAEG.

Ovviamente, questa è la nostra opinione e consigliamo di confrontarne varie prima di decidere.

Tenendo a mente che tutti quelli che scrivono di prestiti su internet hanno un qualche tipo di interesse, come noi del resto, che gestiamo un marketplace di prestiti tra privati.

 

Prima di entrare nel dettaglio di cosa serva guardare per valutarne la convenienza, dobbiamo fare una breve introduzione sul funzionamento di un prestito. Un po’ per chiarire i concetti successivi e un po’ per fare contento Google, che sta a un pezzo di blog come un editore tradizionale a un libro: ti dà consigli che è meglio seguire, se vuoi che qualcuno ti legga.

Per i lettori che già sanno cos’è un prestito o non hanno voglia di entrare nei dettagli, consigliamo semplicemente di saltare il paragrafo.

 

Prestito conveniente? Prima rispolveriamo come funziona un prestito

Tutti i prestiti offerti sul mercato italiano sono a tasso nominale annuo fisso e rata mensile costante. Questo vuol dire che ogni mese si ripaga la stessa somma, la rata mensile, che è composta da

  • interessi calcolati secondo una percentuale fissa (il tasso nominale annuo)
  • restituzione del capitale finanziato.

Poiché il capitale scende un pochino ogni mese, gli interessi da pagare scendono di conseguenza. La rata costante nasconde quindi interessi che scendono continuamente e restituzione del capitale sempre maggiore. È la magia del piano di ammortamento costante o alla francese.

 

Per esempio, prendiamo un prestito da 4900 € + 100 € di commissioni e un tasso di interesse del 6% annuo (o 0,5% mese che è la stessa cosa). Le commissioni vengono finanziate insieme al prestito e la durata è di 3 anni.

La rata del cliente è 152,11 € (e qui tocca fidarsi perché il calcolo della rata è troppo complicato per spiegarlo in questo spazio!).

La prima rata sarà composta da 25 € di interessi (0,5% x 5000€) + € 127,11 di capitale e alla fine del primo mese il cliente dovrà ancora restituire € 4.872,89 (cioè i 5000 € iniziali meno 127,11 € che ha restituito nella prima rata).

La seconda rata sarà composta 24,36 € di interessi (meno di prima, perché il capitale è minore) + 127,75 € di capitale e così via per le rate successive.

Prestito conveniente: come orientarsi?

 

Gli elementi che impattano sulla rata di ogni prestito sono quindi:

  • il capitale finanziato (la somma che si prende a prestito)
  • la durata
  • il tasso nominale annuo

Fine? Purtroppo no, c’è un altro elemento da tenere presente, le altre spese e commissioni da pagare.

Ed è questo che rende difficile la comparazione dei vari prestiti.

 

Prestito conveniente = rata più bassa?

La prima cosa che tutti guardiamo in un prestito è la rata, ovvero quanto costerà il prestito ogni mese. È corretto, perché la prima domanda da farsi è se un prestito sia sostenibile rispetto al reddito mensile. Se non lo è, il modo migliore per alleggerire il peso è aumentare la durata, il che permette di abbassare la rata.

Guardare solo la rata però non è sufficiente per giudicare la convenienza di un prestito o per comparare tra loro prestiti diversi.

Innanzitutto la rata non necessariamente comprende tutte le commissioni: per esempio alcuni operatori fanno pagare una commissione iniziale separata dalla rata, mentre altri (quasi tutti in verità) aggiungono alcune spese a ogni rata, come quelle di incasso.

Anche in prestiti come quelli Soisy in cui la rata comprende tutte le spese, c’è però un problema: all’aumentare della durata del prestito, è vero che la rata è sempre più piccola e sostenibile, ma la spesa complessiva aumenta: come è logico, se prendo i soldi a prestito per più tempo, pago più interessi.

Aumentare la durata per migliorare la sostenibilità ha quindi un costo e valutare un prestito solo in base alla rata non dà un’idea reale della spesa.

 

Riprendiamo il prestito dell’esempio precedente e proviamo ad abbassare la rata. Allungando la durata a 5 anni la rata scenderebbe a € 96,66. Una bella differenza in termini di sostenibilità.

Guardiamo però alla somma di tutte le rate, cioé a quanto pagherèi in totale il prestito. Con la durata a 3 anni la spesa sarebbe stata di €152,11 x 36 = € 5.476, che diventerebbero € 96,66 x 60 = € 5.800 a 5 anni. Una differenza di € 323 che può essere perfettamente logica da accettare a fronte della diminuzione della rata, ma che certamente non è evidente guardando soltanto a questa.

Come fare allora per capire se un prestito sia conveniente e per compararlo con altri?

 

Il superfluo, il fuorviante, l’utile

Torniamo agli indicatori previsti dalla normativa: TAN, TAEG, importo totale dovuto.

 

Il TAN è il tasso percentuale a cui viene fatto il prestito (nel caso dei prestiti tra privati è il tasso che ricevono ogni mese i nostri investitori). Sarebbe sufficiente guardarlo se i prestiti non avessero altro costo al di là del tasso di interesse; visto però che tutti i prestiti hanno qualche tipo di spesa o commissione, da solo non dice nulla. È inutile e possiamo dimenticarcene.

 

Il TAEG invece corregge il difetto del TAN perché è il tasso che comprende tutte le spese accessorie ed è abbastanza sofisticato da “pesarle” diversamente in base a quando vengono pagate. Nobile intento. Però nella maggior parte dei casi queste spese avvengono all’inizio del prestito e nel calcolo del TAEG vengono spalmate sull’intera durata. Questo comporta che all’aumentare della durata, il TAEG scenda, dando l’illusione di un prestito più conveniente. Ma come già avevamo visto nel caso della rata, non è così. Anzi, all’aumentare della durata gli interessi da pagare e quindi la spesa aumentano. Questo indicatore non è solo inutile, è proprio fuorviante.

 

L’importo totale dovuto per contro non ha nessuno di questi difetti. Come suggerisce il nome comprende tutte le somme che devono essere restituite per pagamento interessi, restituzione capitale o per altro. Rispetto al TAEG ha il difetto di non pesare la struttura temporale dei flussi, non fa cioé differenze in base a quando una certa somma viene pagata.

È un dunque indicatore grezzo, rispetto al TAEG è un po’ il criterio del contadino dalle scarpe grosse e dal cervello fino. Cervello fino perché visto che comprende tutte le spese fornisce una metrica esatta e molto concreta di quanto costerà esattamente un prestito.

I puristi obietteranno che non considerare la struttura temporale dei flussi è grave, ma visto che i prestiti tendono ad avere strutture simili e che ogni comparazione è resa ardua dalla mancanza di un tasso di sconto a noi questo sembra un difetto minore.

 

Per capire meglio di cosa stiamo parlando, prendiamo l’esempio che abbiamo fatto all’inizio dell’articolo:

  • il TAN è 6%
  • il TAEG 7,62%, un po’ più alto del TAN perché comprende anche la commissione da 100 €
  • l’importo totale dovuto 5.476 €  = 152,11 €  X 36. Il prestito costa quindi 576 € = 5.476 €  – 4.900 € 

 

Vediamo ora cosa succede se il cliente prova a ridurre la durata, per esempio a 24 mesi:

  • la rata diventa 221,6 €
  • il TAN rimane uguale a 6%
  • il TAEG sale al 8,29%
  • l’importo totale dovuto scende a 5.318 €  = 221,6 € X 24, coerentemente con quanto suggerisce l’intuizione: se il prestito dura meno pago meno interessi.

Quindi ricapitolando, al diminuire della durata e quindi del costo del prestito, il TAN non se ne accorge neanche e rimane fermo, il TAEG addirittura sale. Come avevamo detto, un indicatore è superfluo e l’altro è fuorviante.

 

E non è certo un caso: nel grafico qui sotto abbiamo disegnato l’andamento di TAEG e importo totale dovuto nel caso del nostro prestito-esempio. Come abbiamo detto, all’aumentare della durata, il TAEG scende mentre l’importo totale dovuto sale.

 

TAEG e spesa complessiva per durata

 

 

Un’altra cosa che risulta chiara da questo grafico è l’estrema sensibilità di tutti questi indicatori rispetto alla durata. È quindi buona norma cercare di separare la comparazione tra prestiti diversi dalla scelta della durata. Meglio capire innanzitutto su quale durata orientarsi e poi confrontare tra di loro diverse offerte a parità di durata.

 

Trasparenza dove sei

Non è finita. C’è anche un altro motivo per cui l’importo totale dovuto è un indicatore migliore. Se vi chiedessi di controllare se il nostro calcolo dell’importo totale dovuto è corretto, basterebbe fare una moltiplicazione. Provate invece a calcolare il TAEG senza usare un software apposito. È impossibile.

 

Questo elemento non è irrilevante: spesso si ha a che fare con spese non considerate nel TAEG ma di cui si vuole tenere conto. Un classico esempio è la spesa per l’incasso di ogni rata (da € 2 a € 5), oppure il costo di quella polizza assicurativa di cui non sentiamo il bisogno ma che siamo caldamente consigliati a prendere quando ci sediamo nell’ufficio di una finanziaria. Ebbene, in questi casi per ricalcolare l’importo totale dovuto basta una semplice calcolatrice, mentre per ricalcolare il TAEG servirebbe “A beautiful mind”…

 

Prestito conveniente ma con TAN e TAEG, che confusione

 

I 4 consigli per scegliere il prestito più conveniente

Per finire, cerchiamo di distillare anche noi le nostre conclusioni in una semplice lista di 4 consigli per individuare un prestito conveniente:

  • guarda la rata per capire se il prestito è sostenibile e l’importo totale dovuto per capire quanto costerà. Ignora tutto il resto
  • controlla che siano presenti tutte le spese oltre alla rata e se no aggiungile a mano. Fai particolare attenzione alla spesa di incasso rata, all’estratto conto cartaceo, alle polizze assicurative
  • cerca di ridurre la durata in modo da spendere meno, ovviamente senza dimenticare di mantenerla sostenibile rispetto al tuo reddito
  • cerca di comparare le diverse offerte di prestito a parità di durata.

Se hai dubbi, domande o osservazioni lasciaci un commento, saremo felici di risponderti.

Se hai trovato interessante questa spiegazione e stai cercando un prestito conveniente, puoi chiederci un preventivo gratuito qui.

 

Credits immagini: meme A beautiful Mindcopertina.

 

 

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