Economia circolare: cos’è e come investire nella sharing economy

Ultimamente si sente parlare molto di economia circolare, spesso indicata con la terminologia inglese di sharing economy. Questo recente approccio socio-economico è sostenuto da numerosi Paesi del mondo, con il forte impegno dell’Unione Europea per la transizione da un modello economico tradizionale verso un sistema più inclusivo, ecologico e socialmente responsabile

Il piano UE per un’economia circolare

Il piano d’azione UE prevede una serie di interventi per tutelare i cittadini europei e l’ambiente, favorendo al contempo anche la crescita economica, la completa decarbonizzazione entro il 2050 per raggiungere la neutralità climatica e il passaggio a una società plastic free e zero waste. Questo cambiamento garantirebbe importanti benefici a tutti, governi, imprese e privati, oltre che per il nostro pianeta.

Tuttavia, serve l’impegno dell’intera società per riuscire nella trasformazione dell’economia, agevolando la conversione da un sistema basato sul consumo, l’utilizzo di combustibili fossili e la disuguaglianza sociale, a un approccio incentrato sulle fonti energetiche rinnovabili, l’inclusione e il consumo responsabile. 

Che cosa si intende per economia circolare

Per economia circolare si intende un modello socioeconomico il cui scopo è quello di allungare il ciclo di vita dei prodotti che consumiamo, per ridurne l’impatto ambientale e riutilizzare le risorse. L’economia globalizzata del consumo, al contrario, comporta lo spreco di risorse e si basa su specifiche strategie volte a garantire un ricambio e una produzione continua di nuovi prodotti sul mercato.

Veniamo continuamente stimolati a comprare prodotti non essenziali, oppure siamo spesso indotti a sostituire un prodotto che funziona ancora perfettamente per esigenze di status symbol o a sostituire un prodotto non più funzionante anziché mandarlo in riparazione. In alcuni casi, l’industria crea questa necessità di proposito, ad esempio attraverso l’obsolescenza programmata dei prodotti, facendo in modo che la riduzione delle performance non sia legata a condizioni reali di inefficienza del prodotto così da invogliare i consumatori ad acquistare nuovi prodotti.

L’economia del consumismo è incentrata su alcuni principi fondamentali:

  • possesso
  • spreco
  • immagine.

È possibile riassumere questo approccio secondo la filosofia di “estrarre risorse, produrre, utilizzare prodotti e servizi, gettarli via il prima possibile”. Non a caso oggi viviamo al di sopra delle nostre possibilità, con un livello di consumo delle risorse superiore a quello che il pianeta è in grado di rigenerare. Ciò causa una serie di gravi problematiche ambientali e sociali, responsabili ad esempio del surriscaldamento globale e dei cambiamenti climatici. 

Al contrario, l’economia circolare si basa su nuovi principi:

  • condivisione
  • riciclo
  • riuso
  • riparazione
  • prestito
  • inclusione.

La differenza con il vecchio approccio è sostanziale, infatti la sharing economy prevede la produzione energetica sostenibile, il consumo responsabile, la condivisione e non il possesso esclusivo, l’integrazione sociale e il riutilizzo/riparazione del vecchio al posto della sostituzione con il nuovo.

Per fare un esempio pratico, invece di gettare via un vecchio PC è possibile ricondizionarlo, ovvero aggiornarne il software, così da poterlo utilizzare per più tempo. In questo modo il nuovo computer sarà meno costoso e più accessibile, evitando nuove emissioni di gas serra per la fabbricazione di un altro pc. Inoltre, non andrà smaltito rapidamente, inquinando l’ambiente e rappresentando un costo per la società, ma sarà reintegrato nel ciclo economico allungandone il product life cycle

Quali vantaggi offre l’economia circolare?

Il funzionamento dell’economia circolare si basa sul ricircolo delle risorse, riducendo al minimo l’utilizzo di nuove materie prime per la realizzazione di prodotti e servizi. Ovviamente il processo produttivo inizia sempre da nuove materie prime, tuttavia se nel modello economico classico le risorse sono trasformate velocemente in rifiuti, con la sharing economy l’intero ciclo viene allungato, cercando così di ritardare il momento dello smaltimento finale.

Con l’economia circolare, dopo l’utilizzo delle materie prime per la creazione dei prodotti i meccanismi seguono questa logica:

  • produzione
  • distribuzione
  • consumo
  • raccolta
  • riciclaggio
  • nuova progettazione
  • riutilizzo e riparazione.

Questo ciclo si ripete continuamente per diminuire la carbon footprint dei prodotti che utilizziamo ogni giorno, dall’auto con cui ci spostiamo agli alimenti che consumiamo a tavola. I benefici di questo nuovo approccio sono considerevoli, infatti i vantaggi dell’economia circolare assicurano:

  • riduzione delle emissioni di gas serra climalteranti
  • preservazione delle risorse naturali
  • maggiore accessibilità ai prodotti da parte di tutte le fasce della popolazione
  • crescita economica sostenibile e innovazione tecnologica
  • aumento dell’occupazione e dell’inclusione sociale.

Come investire nell’economia circolare e sostenere il cambiamento

Attraverso gli investimenti sostenibili è possibile dare il proprio contributo, accelerando la transizione verso l’economia circolare. Al giorno d’oggi esistono diverse possibilità per farlo, come gli investimenti ESG per supportare le aziende quotate in borsa con un business green e socialmente responsabile, oppure gli investimenti nelle tecnologie decentralizzate come le blockchain delle criptovalute. Inoltre, è possibile supportare direttamente iniziative di sharing economy, ad esempio attraverso le raccolte fondi delle startup tramite il crowdfunding.

Ovviamente è fondamentale valutare con attenzione il rischio di ogni operazione di finanza sostenibile, proteggendosi contro fenomeni come il greenwashing, le truffe e l’incertezza legata ai nuovi progetti. Una soluzione bilanciata per investire nella sharing economy sono i prestiti tra privati, anche conosciuti come peer-to-peer lending o social lending. Questo sistema valorizza il prestito tra soggetti privati, per democratizzare l’accesso al credito secondo il principio della condivisione delle risorse finanziarie.

Con il P2P lending si supportano sia individui che piccole e medie imprese, garantendo benefici concreti sia agli investitori che a chi usufruisce del prestito tra privati, contribuendo alla creazione costante di valori condivisi. Inoltre, quando le persone private finanziano altri soggetti privati si rende il credito più sostenibile, favorendo l’inclusione sociale e generando rendimenti che possono essere riutilizzati per altri investimenti responsabili, secondo un ciclo virtuoso che diventa sempre più significativo.

Gli investimenti sostenibili con Soisy per supportare la sharing economy

Noi di Soisy siamo da sempre dei sostenitori della sharing economy, per questo motivo proponiamo soluzioni adatte a chi vuole investire nell’economia circolare attraverso investimenti online come i prestiti tra privati. In particolare, siamo specializzati nel peer-to-peer lending per il finanziamento degli acquisti negli e-commerce, un sistema che consente di condividere le risorse di alcuni soggetti assicurando ad altri l’accesso al credito e ai prodotti di cui hanno bisogno.

In cambio, per gli investitori, è possibile ottenere rendimenti potenziali dal 4 all’8%, con la possibilità di ridurre il rischio in caso di insolvenza attraverso la Garanzia di Rendimento. Gli investimenti sono accessibili a tutti, con un importo minimo a partire da 10 euro, per consentire a chiunque di supportare l’economia circolare e investire in modo responsabile, investendo piccole somme o anche grandi capitali.

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