FinTechStage: una due giorni all’insegna del fintech e del mondo startup

 

Fintech lovers, questo è il post (e posto) per voi! Due giorni di full immersion nel mondo delle startup e della tecnologia applicata alla finanza

 

FinTechStage e Italian Fintech Awards: un binomio perfetto per le startup

Fintech in Italia protagonista al FinTechStage: il 5 maggio scorso il Talent Garden (il più grande network europeo di coworking nel settore digitale, fondato da Davide Dattoli) nella sede di Milano Calabiana è stato il palcoscenico della seconda edizione italiana del FinTechStage.

Il FinTechStage è una piattaforma globale e insieme conferenza itinerante internazionale che si propone di mettere in contatto i protagonisti della finanza tradizionale con quelli del fintech, le startup, i professionisti, i giornalisti e le grandi aziende del settore. Secondo le parole del co-fondatore Matteo Rizzi, “il FinTechStage ambisce a creare e supportare il business nel settore fintech per creare un ecosistema valido per più Paesi attraverso momenti di incontro online e offline tra innovatori del mondo bancario, investitori e startup”.

Il 6 maggio, a proseguire una giornata già piena di stimoli fintech e di tante storie e ispirazioni dalle nascenti startup del settore, il FinTechStage ha passato la staffetta agli Italian Fintech Awards promossi da CheBanca!.

Già nel 2014 CheBanca! aveva intuito il potenziale del settore fintech e aveva lanciato il GrandPrix per le startup italiane del settore. Sono trascorsi appena due anni e il fintech è diventato, a livello globale, uno dei settori trainanti della sharing economy e dell’economia digitale in generale e CheBanca ha rinnovato la sua passione e interesse per il settore istituendo appunto gli Italian Fintech Awards 2016, una call for ideas per premiare i progetti più promettenti da integrare in ambito bancario a partire da 6 categorie di riferimento: Onboarding & engagement; Tech, data & cyber security; Servizi SME; Lending & investments; Payments; Alternative finance (Equity).

Qui l’intero programma della due giorni dello scorso FinStechStage.

 

Il FintechStage del 5 maggio 2016: tra robo-advisory, cybersecurity e il nostro primo pitch

La giornata del 5 maggio è stata una maratona fitta di interventi, con discussioni sulle condizioni e i numeri del fintech oggi (KPMG Advisory), le direzioni e scelte strategiche delle aziende del mondo finanziario collegato all’IT, panel su Digital Banking, Robo-Advisory, InsurTech e Cybersecurity e interventi dei diretti protagonisti del settore tra cui Roberto Ferrari, General Manager di CheBanca!, Paolo Galvani, Founder di Moneyfarm, Valentine Stalf, CEO di Number26 e Davide Serra, CEO di Algebris Investments.

Proprio Davide Serra nell’aprire la due giorni del FintechStage ha parlato, a ragione, di “rivoluzione” dei modelli fintech rispetto a quelli tradizionali poiché “la differen­za fra i costi di struttura del mo­dello tradizionale di erogazione e gestione dei servizi finanziari e quello digitale è enorme” (e proprio su questa differenza noi in Soisy basiamo il nostro modello win win di prestiti tra privati con cui tagliamo i costi enormi dei modelli tradizionali per ribaltarli su investitori e richiedenti prestito: gli investitori guadagnano di più e chi chiede un prestito lo paga meno).

Da Davide Serra a Valentine Stalf, che invece ha raccontato il processo di Reimagining banking con cui ha ispirato e fondato Number26, svelando come si sia pentito di non aver fondato una startup molto prima delle sue esperienze corporate e bancarie tradizionali.

Paolo Galvani di MoneyFarm ha puntato il suo intervento sull’importanza dell’alfabetizzazione alla finanza: secondo lui non la tecnologia, bensì un approccio più semplice e insieme di educazione finanziaria come parte integrante del servizio di una fintech sono la vera soluzione.

Il tutto intervallato da nuovi modelli di banca (con le voci dei diretti interessati: Hellenic Bank, Secco Bank, …) e StartUp Stories e relativi pitch delle startup che hanno popolato l’area antistante la zona dedicata ai panel con desk informativi, dove ciascuna startup poteva intercettare giornalisti, investitori e curiosi e raccontarsi.

È stata un’area animata da startup che hanno come core business aree diverse: dalla finanza alternativa al crowdfunding, dai pagamenti al fintech applicato al real estate, passando per i prestiti tra privati del nostro desk. Tante startup diverse ma con alcuni tratti comuni, quali la tendenza ad evitare l’intermediazione e i costi che ne conseguono, puntando invece su sistemi smart, trasparenti e quindi più efficienti.

In quest’area c’eravamo anche noi armati di iPad e pc per spiegare Soisy e le sue peculiarità: abbiamo avuto l’opportunità di dialogare con investitori e giornalisti interessati al nostro modello di business, abbiamo raccontato ad Enerico Pagliarini di Radio24 la nostra storia e a Stefania Peveraro di Milano Finanza la nostra esperienza pregressa e dove vogliamo andare. È stata per noi una prima e ottima occasione di networking, per incontrare altre startup all’inizio del loro ciclo di vita e condividere con loro opportunità e criticità del fintech, ma anche un momento per incontrare investitori e per presentarci ai giornalisti del settore.

Intervista con Stefania Peveraro, Milano Finanza

 

E poi è arrivato anche il momento del pitch: raccontare Soisy in poche slide è stata un’impresa, forse perché per noi c’è dietro un mondo e progetti di vita “cambiati” (per fortuna!) per rendere possibile questo “nuovo mondo”.

Fintech Stage: Pietro Cesati, CEO e Founder, durante il pitch Soisy

Le poche slide ci hanno permesso di raccontare brevemente chi siamo, il nostro team e il nostro modello di business per investitori e richiedenti, con relativi canali per approcciarci a questi due diversi target. Oltre i tre minuti di pitch, per gli interessati è stato poi possibile approfondire e farci domande al nostro desk.

 

Gli Italian Fintech Awards del 6 maggio 2016: pitch e applausi per tutte le startup in gara

Oltre che come exhibitors al FinTechStage abbiamo anche partecipato al bando di CheBanca per gli Italian Fintech Awards, risultando tra i 12 finalisti della call for ideas. Abbiamo così avuto modo di partecipare nei giorni precedenti il FinTechStage a due giorni di formazione, coaching e mentorship curati da CheBanca! e StartupItalia!, mentre la mattina stessa degli Italian Fintech Awards c’è stata invece la press conference, durante la quale CheBanca ha presentato numeri e dati del panorama Fintech in Italia.

 

Fintech: quante startup ci sono in Italia e in che settore operano

 

Mappa dele Startup Fintech in Italia

Secondo il database di StartupItalia!, in Italia sono 115 le startup attive nel fintech, con una netta prevalenza nel nord Italia, con il 77% del totale delle startup innovative: solo in Lombardia ci sono 42 startup, seguita dall’Emilia Romagna con 13 startup e dal Piemonte con 7; segue il sud Italia, con il 12% delle startup, di cui 7 in Campania e il centro Italia, con l’11% delle startup, di cui 12 nel Lazio.

Del totale delle startup intervistate del settore fintech, quasi la metà opera nell’ambito del crowdfunding (45%); segue una grande frammentazione tra servizi bancari (16%), pagamenti (12%), e-commerce (9%) e sicurezza (4%) e un generico altro (14%).

 

Settori in cui operano le startup fintech in Italia

 

Nel pomeriggio c’è stata invece la sessione dei pitch delle dodici finaliste: il premio ex equo è andato a Trakti e OvalMoney: Trakti aiuta a snellire le trattative commerciali, risparmiando tempo e denaro e migliorando l’efficienza e l’efficacia delle contrattazioni aziendali: attraverso la raccolta di trattative delle imprese da bandi, aste, gare e modelli negoziali complessi, si automatizza e semplifica il processo negoziale, permettendone un tracking storico che semplifica nel tempo tali processi per le aziende.

OvalMoney, invece, è la prima app che permette agli utenti di risparmiare i propri soldi ogni volta che vengono spesi, per re-investirli in prestiti tra privati, il tutto in una dinamica social e di condivisione che punta ai millennial come core target.

 

FinTechStage e una certezza: l’innovazione passa dalle startup

Il FinTechStage è stata la dimostrazione, una volta di più, che il mondo sta evolvendo a una velocità prima inimmaginabile e che il fintech si lascerà alle spalle i canali distributivi tradizionali. È anche per questo che le grandi banche si stanno interessando sempre più al fenomeno fintech e alle startup che se ne fanno promotrici: basti pensare a CheBanca! stessa che si è fatta promotrice e partner del FinTechStage, supportandoci e supportando tutte le startup partecipanti attraverso sessioni di coaching pre evento sui mondi legal e compliance, design e ux e comunicazione e marketing, tutti settori molto sensibili per noi startup. Inoltre, durante la nostra presenza alla postazione Soisy del Fintech Stage, sono passati a trovarci professionisti di Intesa San Paolo, ING, BNL BNP Paribas, che iniziano a guardare alle startup come modello di innovazione e come possibilità di integrazione e coopetizione e non di competizione.

Non a caso Lazaro Campos, co-fondatore del FinTechStage, ha chiuso il suo intervento proprio sul tema della cooperazione tra banche e startup, sostenendo come le banche non debbano provare a integrare le startup nelle loro strutture lente e burocratiche, ma debbano invece sostenerle economicamente e supportarle per farle crescere in autonomia.

 

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