“Give you back”: condividiamo il 10% degli interessi pagati

 

Una delle cose più belle nel passaggio da banca a startup è il rapporto decisamente diverso che si crea con i clienti.

Quando eravamo in banca ci scontravamo ogni giorno con la loro diffidenza. Anche quando cercavamo di facilitare loro la vita, convincerli che non stessimo cercando di abbindolarli non era semplice.

In Soisy invece i clienti ci chiedono di diventare amici su Facebook e Linkedin. Ci scrivono email per darci feedback e aiutarci a migliorare la piattaforma. Ci danno nuove idee e ci presentano nuovi partner, a volte dando contributi decisivi al nostro sviluppo. Ci portano nuovi clienti con il passaparola, uno dei principali motori della crescita di Soisy fino ad oggi.

 

Di fronte a tutta la fiducia che abbiamo sentito intorno al nostro progetto la sensazione che proviamo più spesso è di gratitudine. È questa sensazione che ci ha portato a creare “Give you back”, un programma che premia gli investitori di Soisy con un contributo semestrale (a questo link il comunicato stampa).

 

“Give you back”: chi sono i beneficiari?

Ne beneficeranno tutti gli investitori attivi al 1° luglio e che lo rimarranno per i prossimi 6 mesi. Si tratta dei clienti che ci hanno accompagnato in questo primo anno di vita e che non solo hanno avuto fiducia in noi e investito su Soisy, ma in molti casi ci hanno suggerito la strada da seguire tra le tante possibili.

 

“Give you back”: in che modo pensiamo di premiarvi?

Semplicemente, redistribuendo tra gli investitori una parte dei ricavi che la community di Soisy genererà nei prossimi 6 mesi.

Soisy ha due fonti di ricavo: le commissioni pagate dai richiedenti e quelle pagate dagli investitori.

L’idea è di redistribuire all’interno della community queste ultime. Divideremo cioè in parti uguali tra gli investitori il 10% di tutti gli interessi pagati sulla piattaforma nei prossimi 6 mesi.

 

Se per esempio nei prossimi mesi continueremo come adesso ad avere in media ∼ € 500.000 di prestiti, con interessi semestrali per ∼ € 20.000, redistribuiremo a fine semestre ∼ € 2.000, o ∼ € 10 per ognuno dei 200 investitori.

Se però i prestiti raddoppiassero, anche l’importo distribuito farebbe lo stesso, perché raddoppierebbero gli interessi ma non il numero di beneficiari, che rimarrà lo stesso. Di fatto, riconosceremo un contributo tanto più alto quanto più sarà cresciuta la piattaforma nei prossimi mesi, restituendo alla community (“Give you back” appunto) quello che avremo ricevuto in termini di contributo alla crescita.

 

Chiaramente in questo schema c’è un effetto redistributivo tra gli investitori, che guadagneranno la stessa cifra indipendentemente dal loro effettivo contributo. E onestamente è uno degli aspetti che più ci piace del “Give you back”.

Come dicevamo sopra, il passaparola è stato uno dei contributi più importanti dei clienti alla crescita di Soisy. Ma noi non volevamo creare l’ennesimo triste programma di reward del genere “Per te, caro cliente, 50€ per ogni nuovo cliente che ci vorrai segnalare”. Sono programmi nei quali si tratta il cliente come una sorta di collaboratore esterno pagato a cottimo.

Noi stiamo cercando di costruire qualcosa di diverso: un contributo alla creazione di un senso di comunità all’interno di Soisy, dove i clienti si sentano incentivati a partecipare perché credono nel progetto e vedono dei vantaggi di lungo periodo.

 

Il tutto senza tirarci indietro nel riconoscere valore alla comunità degli investitori. Il contributo pagato a ogni investitore è simbolico, ma l’impatto complessivo per Soisy è rilevante.

 

“Give you back”: tutto il contrario di quanto avviene in banca

In un certo senso questa scelta è il contrario di quello che abbiamo visto fare tante volte in banca, dove il mantra è “small fees, big revenues”: fai pagare poco ad ogni cliente in modo che l’impatto sembri piccolo, ma la somma finale dei ricavi sia rilevante per la banca.

Qui ci muoveremo con l’obiettivo opposto, frammentando un importo rilevante per noi in tanti piccoli contributi per i clienti. Speriamo che notino comunque la differenza 🙂

 

Come sempre nel caso di Soisy, anche questo schema è un test e valuteremo se ripeterlo in base al gradimento da parte dei clienti. Fateci sapere la vostra opinione!

 

Credits immagini: copertina

 

Pietro Cesati – CEO & Founder Soisy

 

 

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