Prestito tra privati in difficoltà negli USA? Secondo noi no, e vi spieghiamo il perché

 

Nelle ultime settimane il mondo del prestito tra privati è stato investito dalle notizie provenienti dai grandi marketplace di P2P (peer-to-peer) lending degli Stati Uniti, Prosper e LendingClub. Si tratta di due tra i più grandi marketplace al mondo, con prestiti finanziati nel 2015 per circa 12 miliardi di euro (per dare un senso a questo numero enorme basta considerare che in Italia l’intero sistema bancario ha finanziato 52 mld di prestiti personali nello stesso periodo).

Prima è arrivato l’annuncio di Prosper su tagli della propria forza lavoro e pochi giorni dopo quello di LendingClub sulle dimissioni del Ceo e founder Renaud Laplanche per un problema di scarsa trasparenza sia verso il board che sui dati forniti agli investitori.

 

Riteniamo che prestito tra privati significhi soprattutto trasparenza e non ci tiriamo indietro nel commentare notizie negative come queste.

 

Prestito tra privati in USA: innanzitutto, cosa è successo davvero?

Sia per Prosper che per LendingClub i problemi derivano dal rallentamento dell’economia statunitense.

Come sempre in caso di incertezza economica, gli investitori hanno cercato di ridurre il rischio dei loro portafogli diminuendo gli investimenti alternativi come il prestito tra privati. Risultato: le previsioni di crescita dei due marketplace di P2P lending si sono rivelate troppo alte.

 

Prestito tra privati in USA: quali differenze tra Prosper e LendingClub?

Le analogie tuttavia finiscono qui: Prosper ha reagito in una maniera sana, cercando di ridurre i costi invece di ribaltarli sui clienti.

Magari lo facessero anche le banche quando si trovano in difficoltà, invece di intensificare la vendita di prodotti redditizi (per la banca) e rischiosi (per la clientela), come le carte revolving o le obbligazioni subordinate .

LendingClub invece ha cercato una scorciatoia poco etica, diminuendo la trasparenza nella relazione investitori-richiedenti proprio in un momento in cui sarebbe stato necessario aumentarla. Tuttavia va riconosciuto che, una volta che il problema è emerso, la società ha agito con tempestività e decisione. Licenziare il fondatore non è una decisione che si prenda alla leggera ma LendingClub non ha avuto esitazioni.

 

Prestito tra privati in USA: quali ripercussioni avrà sul P2P Lending?

Veniamo alla domanda più interessante, quella che viene posta con insistenza sui giornali finanziari in queste settimane: quali saranno le conseguenze per il prestito tra privati come modello di business?

Noi pensiamo che queste siano solo difficoltà di percorso e che il modello del prestito tra privati sia superiore a quello della banca tradizionale, come abbiamo spiegato qui.

Proviamo a pensare per un attimo a cosa sarebbe successo in una banca in una situazione analoga (per quanto poco probabile; le banche ci hanno abituato a non comunicare con questa trasparenza i loro problemi interni):

  • il credit spread sarebbe aumentato
  • gli obbligazionisti avrebbero visto una marcata riduzione del valore dei loro titoli
  • nei casi più gravi sarebbe dovuta intervenire l’autorità di vigilanza per fare chiarezza e calmare il mercato.

Guardiamo invece cosa sta succedendo agli investitori di LendingClub: assolutamente nulla. Infatti:

  • un lieve rialzo delle insolvenze sui prestiti è stato più che compensato da un aumento del tassi e il rendimento medio è del 6,9% (fonte: risultati 1Q LendingClub)
  • migliaia di clienti continuano a chiedere prestiti sul marketplace
  • i risultati finanziari del primo trimestre sono molto positivi, a conferma di un business sano e in crescita.

Il problema sembra quindi confinato alla governance dell’azienda e per alcuni analisti questo è anzi il momento per comprare le azioni della società (è di oggi la notizia dell’acquisizione da parte di Shanda Group), che a causa dei recenti avvenimenti hanno ovviamente perso molto valore.

 

Prestito tra privati in USA: quali insight per questo modello di business?

La maggior parte dei settori innovativi passa attraverso fasi di crescita limitata che mettono in difficoltà temporanea gli operatori. Sul tema consigliamo un bellissimo libro sulle difficoltà di lanciare nei primi anni 2000 una start up nel mondo del cloud computing, un settore oggi di enorme successo ma che ha impiegato tempo a imporsi.

 

Se mai, quel che è successo contiene parecchie lezioni che senza dubbio tutti i marketplace di P2P Lending stanno già studiando.

  1. Innanzitutto, l’importanza di mettere al centro i piccoli investitori privati che investono qualche migliaio di euro, più stabili e affidabili dei grandi investitori istituzionali che hanno finanziato buona parte della crescita del prestito tra privati USA negli ultimi anni.
  2. Poi, se ce ne fosse bisogno, l’importanza della trasparenza. L’intero concept del prestito tra privati ruota attorno alla maggior trasparenza rispetto al modello di banca tradizionale. Chiunque se ne dimentichi è destinato a incontrare gli stessi problemi di LendingClub.
  3. Infine, una lezione che vale per tutte le start up e che è particolarmente cara a noi che ci ispiriamo all’agile: l’importanza di abbracciare il cambiamento. I settori innovativi come il prestito tra privati sono per loro stessa natura imprevedibili. Utilizzare modelli di business rigidi che presuppongono un certo tasso di crescita invece di seguirne l’evoluzione può comportare l’incapacità di cambiare quando è necessario.

La stessa scelta di quotarsi in Borsa può aver contribuito a creare problemi. Forse è una coincidenza, ma impressiona il fatto che gli unici due incidenti di governance siano avvenuti in due tra i pochissimi operatori di prestito tra privati che si sono quotati, LendingClub e Trustbuddy.

Chiunque abbia lavorato in una società quotata conosce la rigidità degli obiettivi di crescita che vengono comunicati agli investitori. Non rispettarli può avere pesanti conseguenze sul team manageriale e quindi in certi casi la pressione rende appetibile qualsiasi scorciatoia per arrivare ai risultati, anche se non è etica o addirittura non è legale.

Questa pressione può forse funzionare in un’azienda affermata all’interno di un mercato stabile, ma è deleterio in un contesto di grande incertezza come quello in cui si muove una start up, anche se molto affermata come LendingClub.

In un contesto di questo tipo quel che conta è focalizzarsi sull’apprendimento di cosa vuole davvero il cliente invece che sulla crescita rapida dei ricavi. È il metodo che seguiamo in Soisy: un piano di lavoro flessibile che ha l’obiettivo di farci capire nel minor tempo possibile cosa cercano i clienti e un modello di crescita sostenibile che passa attraverso l’allargamento progressivo della piattaforma a segmenti sempre più vasti di clientela.

Anche noi abbiamo obiettivi di crescita, ma abbiamo anche condiviso con i nostri azionisti che si tratta di un metro per valutare il progresso dell’apprendimento da parte dell’azienda e non di traguardi da perseguire ad ogni costo.

 

È questa condivisione la migliore garanzia che certi eventi non accadranno mai.

 

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