Ristrutturazione: 5 cose che non puoi non sapere

Se vuoi godere degli sgravi fiscali fino al 65% previsti fino al 31 dicembre 2016, ecco 5 cose che devi sapere

Se tra i tuoi progetti autunnali c’è anche quello di ristrutturare casa, non rimandarlo: scadono infatti il 31 dicembre 2016 le detrazioni fiscali tra il 50% e il 65% previste dallo stato sui lavori di ristrutturazione, acquisto mobili e efficientamento energetico per la casa.

 

1. Qual è la legge che favorisce le agevolazioni fiscali per ristrutturazione?

La legge che ha prorogato fino al 31 dicembre 2016 le detrazioni fiscali sui lavori di ristrutturazione edilizia (e i collegati bonus mobili e ecobonus) è la legge di stabilità 2016, legge 208 del 28 dicembre 2015 pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre scorso: qui potete approfondire gli ambiti dell’intero testo di legge, che copre una varietà di tematiche: dal canone Rai inserito nella bolletta dell’elettricità ai paradisi fiscali, dai bonus per l’acquisto di strumenti musicali ad IMU, tasi e chi più ne ha più ne metta. Una gran serie dei commi della legge di stabilità è appunto dedicata agli sgravi e alle agevolazioni destinati a chi realizza lavori di ammodernamento della propria abitazione.

 

2. Quali sono i bonus previsti per ristrutturazione edilizia e quali i massimali di spesa per poter godere di tali bonus?

 

La legge di stabilità 2016 ha confermato il Bonus Casa, l’Ecobonus e il Bonus Mobili già previsti nel 2015 e ha introdotto il Bonus Mobili Giovani Coppie.

 

  • Il Bonus Casa è previsto per interventi di recupero del patrimonio edilizio (compresi lavori di manutenzione straordinaria e ristrutturazione edilizia). In questo caso la detrazione fiscale ammonta al 50% delle spese sostenute e documentate.
  • Il Bonus Mobili è stato invece previsto dal legislatore per favorire l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica superiore alla A+, ma solo per mobili ed elettrodomestici impiegati per arredare immobili sottoposti a ristrutturazione. La ristrutturazione dell’immobile è infatti una conditio sine qua non per poter fruire del bonus mobili, che ammonta alla possibilità di detrarre dalla propria dichiarazione reddituale il 50% delle spese sostenute.
  • Il Bonus Mobili Giovani Coppie è invece slegato dalla ristrutturazione: è un nuovo bonus introdotto per coppie (sposate o conviventi) che costituiscono nucleo familiare da almeno 3 anni, in cui almeno uno dei due soggetti della coppia abbia meno di 35 anni. Il bonus del 50% delle spese sostenute nell’anno 2016 è previsto, come nel caso del bonus mobili precedente, per mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica superiore alla A+, e solo per l’arredamento della casa principale (sono escluse da questo bonus le seconde abitazioni). Inoltre, per specifica previsione normativa, questa detrazione non è cumulabile con le altre detrazioni fiscali, cioè con quella prevista per le opere di ristrutturazione e per il collegato bonus mobili ordinario.
  • L’Ecobonus è invece concesso in caso di lavori svolti per migliorare le prestazioni energetiche di un immobile (nonché in caso di adozione di misure antisismiche). L’agevolazione fiscale permette di detrarre il 65% delle spese sostenute e certificate.

 

Di seguito i limiti di spesa entro cui poter usufruire delle agevolazioni fiscali:

  • 96.000€ per il bonus casa;
  • 10.000€ per il bonus mobili;
  • 20.000€ per il bonus mobili giovani coppie;
  • per l’ecobonus i limiti di spesa sono variabili: 30.000€ in caso di interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale; 60.000€ per opere di riqualificazione dell’involucro di edifici esistenti e per l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda (solare termico); 100.000€ per interventi di riqualificazione energetica globale.

 

3. Quali sono i lavori (o componenti d’arredo) che permettono di beneficiare di detrazione fiscale e quali no?

 

Per quanto riguarda il bonus casa, solo i lavori di manutenzione straordinaria, ristrutturazione edilizia, recupero del patrimonio edilizio e risanamento conservativo sono detraibili. La manutenzione ordinaria è esclusa dal bonus, a meno che non riguardi parti comuni di edifici condominiali.

Nello specifico, è possibile ottenere agevolazioni fiscali per lavori di ristrutturazione che riguardino le seguenti componenti: impianto idraulico ed elettrico per messa a norma; soppalco; pareti interne ed esterne; balconi e verande; pavimentazione, ma solo esterna; impianto di allarme; canna fumaria; citofoni, videocitofoni e telecamere; caldaia, caloriferi e condizionatori; box auto, etc. Per una lista completa delle componenti ristrutturabili e agevolabili si consulti questo sito.

Oltre le spese vive e necessarie per l’esecuzione dei lavori, possono essere inclusi nel bonus casa anche

  • i costi di progettazione;
  • le prestazioni professionali inerenti;
  • le perizie e sopralluoghi.

Per quel che riguarda i due bonus mobili, invece, sono detraibili i seguenti elettrodomestici e mobili nuovi:

  • grandi elettrodomestici (frigorifero, congelatore, lavastoviglie, forno, lavatrice, asciugatrice, tutti di classe non inferiore alla A+, ad esclusione del forno, per cui basta la classe A); gli elettrodomestici sprovvisti di etichetta energetica sono agevolabili solo se per essi non è ancora previsto alcun obbligo di etichetta energetica;
  • arredi di uso quotidiano (come letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi e apparecchi di illuminazione che rappresentano un necessario completamento dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione).

Non sono considerati complementi d’arredo necessari e pertanto non rientrano tra i beni detraibili porte, pavimentazioni, tende e tendaggi.

Relativamente all’ecobonus, i lavori di efficientamento energetico agevolabili sono il rivestimento termico per porte d’ingresso, i pannelli isolanti, le pompe di calore, gli impianti geotermici, i pavimenti radianti e gli impianti solari termici.

 

4. Chi sono i beneficiari previsti dalla legge per le detrazioni per ristrutturazione?

 

Secondo la legge di stabilità 2016, possono godere di tutte le agevolazioni per ristrutturazione ovviamente i proprietari dell’immobile, ma anche gli inquilini in possesso di un contratto di affitto certificato, i nudi proprietari, gli usufruttuari e i comodatari.

Inoltre, novità assoluta del 2016 grazie alla legge sulle unioni civili, anche i conviventi sono ammessi alle agevolazioni fiscali per ristrutturazione. Anche se non sono titolari di contratto sulla casa comune, infatti, possono detrarre i bonus dalla loro dichiarazione dei redditi purché siano loro ad aver sostenuto le spese di ristrutturazione (con relativa certificazione).

 

5. Quali documenti occorre conservare per poter certificare i lavori e fruire delle detrazioni?

 

Ultima nota, ma molto importante: ricordatevi che per poter fruire dei vari bonus per ristrutturazione è fondamentale tener traccia e poter certificare tutti i lavori svolti o i mobili/elettrodomestici acquistati.

Per tutti i bonus, le spese devono essere sostenute nel corso del 2016 e documentate da fattura.

Nel caso del bonus casa

  • la fattura deve essere saldata attraverso bonifico bancario parlante (un format ad hoc -se necessario chiedete ulteriori informazioni alla vostra banca- che includa il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il codice fiscale o partita Iva dell’azienda che svolge i lavori e una causale specifica che attesti che si tratta appunto di lavori di ristrutturazione edilizia);
  • è anche necessaria una dichiarazione di ristrutturazione che attesti la data di inizio dei lavori.

Per quanto riguarda i due bonus mobili, il pagamento può essere fatto attraverso

  • bonifico bancario parlante
  • carte di debito o credito con tanto di relativa ricevuta di avvenuta transazione e documentazione di addebito sul conto corrente (sono esclusi dal bonus i mobili pagati attraverso contante o assegni).

Anche per quanto riguarda l’ecobonus la fattura va pagata attraverso bonifico parlante. In caso di interventi come la riqualificazione globale o d’isolamento dell’edificio, deve essere anche trasmessa un’ulteriore documentazione all’Enea:

  • un attestato di prestazione energetica (APE) redatto da un professionista abilitato;
  • una scheda informativa che contenga i dati identificativi del soggetto che ha svolto l’APE, dell’immobile sottoposto a perizia e la quantificazione del risparmio energetico conseguente all’intervento;
  • l’asseverazione: solo per caldaie, finestre e infissi è necessaria anche una certificazione ad hoc dei produttori.

 

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