Il social lending -in Italia meglio noto come prestito tra privati– è un metodo di finanziamento inventato nel 2005. Nonostante la giovane età, in soli 11 anni il mercato delle piattaforme peer to peer è cresciuto in modo vertiginoso.

 

Fino ad oggi in Europa la parte del leone l’ha fatta il Regno Unito, ma gli investitori degli altri Paesi non sono stati certo a guardare. E anche nel resto del mondo, negli Stati Uniti e in Cina in particolare, si assiste a una crescita esponenziale di questo tipo di piattaforme.

 

Una carrellata sulle realtà più affermate all’estero aiuta a darci un’idea più completa del mercato del social lending di cui anche Soisy fa parte.

 

Social lending nel Regno Unito  

 

Social lending in Gran BretagnaLa prima piattaforma di social lending nacque nel 2005 nel Regno Unito.

Si chiama Zopa, opera sia oltremanica, sia negli Stati Uniti, e in 11 anni di vita ha prestato circa un miliardo e 800 milioni di sterline appoggiandosi su 63mila piccoli investitori. Per sette anni di fila Zopa è stato votato “il provider più affidabile” dalla Moneywise Customer Awards. Una patente di fiducia, quella della rivista inglese, che ne fa la realtà britannica che ha avuto maggior successo.  

 

La concorrenza è però spietata. A contendere a Zopa lo scettro di leader nel settore del prestito tra privati c’è Ratesetter, la seconda compagnia più grande nel Paese. Fondata nel 2010, Ratesetter ha prestato oltre un miliardo e mezzo di sterline a 250mila persone, facendo affidamento su un esercito di 40mila piccoli prestatori.

 

Nel 2014 è stata lanciata anche in Australia. E, in due anni, ha raccolto circa 50 milioni di dollari.  

 

Coetanea di Ratesetter è Funding Circle, la prima compagnia che lanciò un servizio interamente online. In sei anni, Funding Circle ha finanziato prestiti tra privati per un valore di un miliardo e 600 milioni di sterline (circa un miliardo e 800 milioni di euro).

 

Appoggiandosi su una community di 50mila investitori, la piattaforma è riuscita a stracciare la concorrenza, acquisendo tre competitors: prima Endurance Lending Network nel 2013, poi LeapPay nel 2014 e, infine, Zencap nel 2015. 

 

Social lending in Europa, Stati Uniti e Cina

Le piattaforme di social lending sono ancora in larga parte concentrate nel Regno Unito, che da solo rappresenta l’84 per cento del mercato europeo. Ma anche negli altri Paesi del vecchio continente -specie in Germania, Francia, Italia e Paesi del nord Europa- questo modo di investire o richiedere prestiti sta prendendo sempre più piede.

 

Social lending in Europa, Cina e AmericaPrendiamo, per esempio, la tedesca Auxmoney, una delle piattaforme più grandi d’Europa. Fondata nel 2007 a Dusseldorf, in 9 anni ha erogato oltre 52mila prestiti tra privati per quasi un miliardo e 800 milioni di euro. Duecento milioni di euro in 8 anni è stato invece l’utile registrato dalla compagnia da quando è stata creata.

Ci si rivolge a Auxmoney per comprare la macchina, per pagarsi un master universitario o le vacanze, i mobili di casa, il computer o la televisione a schermo piatto. I prestiti possono avere un valore compreso tra i mille e i 25mila euro. Lavorano per Auxmoney 110 persone.

 

La Svizzera è un mercato molto attraente per gli investimenti e in questo contesto investire nel social lending diventa una valida alternativa. I tassi di interesse negativi degli istituti di credito tradizionali rendono molto appetibili metodi di investimento alternativi, che infatti si stanno diffondendo.

 

Per esempio, in un’intervista al sito Finanzprodukt.ch, Creditgate24, nato nel 2015, ha fatto sapere di avere finanziato 165 progetti in un anno e mezzo.

 

Le piattaforme più usate dai cugini francesi sono Younited Credit e Lendix. Entrambe sono accreditate dalla banca centrale francese (proprio come Soisy che è sottoposta al controllo della Banca d’Italia).

 

Lanciata nel 2014, Lendix ha prestato oltre 45 milioni di euro. Younited Credit ha qualche anno in più: il servizio è attivo in Francia dal 2011 ed è appena sbarcato in Italia.

 

I dati, aggiornati a fine giugno, dicono che la piattaforma ha gestito prestiti per un valore di 347 milioni di euro. Non mancano esempi anche in Lettonia (dove opera Mintos, Geldvoorelkaar in Olanda e Fixura in Finlandia.

 

Negli States, specialmente dopo la crisi bancaria del 2008, le piattaforme peer to peer hanno guadagnato la fiducia di sempre più investitori. La più grande è Lending Club: fondata nel 2007, ha investito oltre 20 miliardi di dollari. Altre sono Prosper, SoFi e Upstart

 

In Cina, dove manca un controllo preventivo da parte delle autorità di vigilanza bancaria sulle attività di prestiti tra privati, il social lending può essere rischioso.

 

Nonostante ciò, la domanda per questo tipo di soluzioni è in costante aumento: nel 2013 i cittadini del Dragone si sono scambiati 4,3 miliardi di dollari con la formula peer to peer. Nel 2015, i miliardi erano 71. Un boom enorme in soli due anni.

 

 

Il social lending si sta diffondendo nel mondo in poco tempo e molto velocemente grazie alle startup di peer to peer lending. Sebbene i numeri dei Paesi in cui è presente da più anni (soprattutto Usa e Regno Unito) siano ancora molto superiori a quelli italiani, il trend e i numeri aggiornati danno un’idea dell’espansione di questo modo di dare e ottenere credito tra persone, senza intermediazione alcuna di banche o finanziarie tradizionali. E senza la burocrazie e i costi che tale istituzioni producono.

 

Investire oggi diventa pertanto più semplice e remunerativo, considerando le molte piattaforme di social lending che permettono investimenti alternativi a quelli tradizionali.

 

Credits immagini: copertina

 

Davide Denina