Social lending, peer-to-peer lending o prestiti tra privati: tanti nomi per un concetto semplice e conveniente, scopriamo insieme perché ⬇ ⬇ ⬇

Social lending: scopri come ottenere denaro da altre persone per realizzare un tuo progetto

Social lending: cos’è il prestito tra privati?

Cos'è il social lending secondo Wikipedia

Per chi non ha mai sentito parlare di social lending, la definizione di Wikipedia è un ottimo punto di partenza: “Per social lending (da to lend = prestare, noto anche in inglese come peer-to-peer lending, spesso abbreviato in P2P lending e in italiano come prestito tra privati) si definisce un prestito personale erogato da privati ad altri privati su Internet. Ha luogo sui siti di aziende di social lending, senza passare quindi attraverso i canali tradizionali rappresentati da società finanziarie e banche”.

 

In questa definizione si ritrovano le caratteristiche principali del social lending:

  • il social lending è un canale di credito alternativo a banche e finanziarie tradizionali
  • è un servizio offerto su internet da piattaforme specializzate che non danno né ricevono credito, ma si limitano a garantire il funzionamento della piattaforma, mettendo in contatto chi ha bisogno di un prestito con chi ha denaro e vuole investirlo in forme alternative di investimento (in questo caso progetti di altre persone)
  • presuppone dunque che a fronte di chi richiede un prestito (richiedente) ci sia qualcuno disposto a finanziare quella richiesta di prestito (investitore o prestatore).

 

Social lending o peer-to-peer lending: la nostra definizione

 

Il social lending, o anche peer-to-peer lending, altro non è che l’applicazione della sharing economy al settore del credito: come su AirBnb chi cerca una casa la può affittare da una persona che mette la propria a disposizione in cambio di una quota, così sulle piattaforme di social lending chi ha denaro può metterlo a disposizione di chi ne ha bisogno in cambio di interessi.

 

Questo concept rappresenta un’evoluzione nel settore del credito implicando però, in un certo senso, un ritorno al passato e a quando le persone si prestavano denaro tra loro. L’unica differenza è che magari, in antichità, ci si prestava denaro solo se ci si conosceva, forti di un legame e di una fiducia maggiore data da quel legame diretto.

Internet e la rete, come spesso accade, hanno stravolto tutto e oggi sono sconosciuti a prestarsi denaro, registrandosi su piattaforme di social lending.

 

Come funziona il social lending: piattaforme online per scambiarsi denaro

 

In questo modo chi ha bisogno di un prestito lo chiede ad altre persone online, senza conoscerle direttamente, e chi investe il proprio denaro sulla piattaforma lo presta a uno o più richiedenti di cui non conosce nulla, se non il merito creditizio.

 

Social lending: come funziona il modello dei prestiti online tra privati?

Sono dunque 3 gli “attori” principali in gioco nell’ambito del social lending: il richiedente che cerca un prestito online, il prestatore/investitore che finanzia quel prestito (o una parte di esso) e una piattaforma di social lending che fa incontrare richiedenti e investitori.

Le dinamiche alla base di un prestito online attraverso piattaforme di social lending sono piuttosto lineari e comuni alle varie aziende peer-to-peer:

  • il prestatore/investitore crea un account personale sulla piattaforma di social lending prescelta (nel nostro caso basta visitare www.soisy.it/investimenti/ per avere maggiori infomrazioni e iniziare ad investire) e decide quanto investire (con noi è possibile investire da 10€ fino a 50.000€), scegliendo profilo di richio e rendimento atteso
  • il richiedente si iscrive al portale e, dopo aver visionato un preventivo, fa una richiesta di prestito, specificando finalità, importo e durata desiderati (nel nostro caso chiediamo anche codice fiscale e alcuni dati personali in più per prospettare una rata precisa e che non cambierà mai nel tempo)
  • a ogni richiedente viene assegnato un un rating (i rating variano da società a società), ovvero un livello di affidabilità generato da un algoritmo che incrocia i dati provenienti dalle centrali rischi con le variabili di risk management sviluppate internamente da ogni società: più il rating del richiedente è basso, minore sarà il tasso di interesse applicato al prestito
  • una volta verificata l’affidabilità del richiedente, il prestito entra nel marketplace pronto ad incontrare richieste di investimento/finanziamento degli investitori: ogni richiesta di prestito viene “spacchettata” in piccoli importi in modo tale da far finanziare un prestito da diversi investitori e così diluirne il rischio insolvenza (in Soisy questo avviene solo se si investe senza garanzia di rendimento)
  • nel momento in cui una richiesta di prestito viene completamente “finanziata e abbinata” a richieste di investimento, la piattaforma di social lending accredita l’importo del prestito sul conto corrente del richiedente
  • i richiedenti ripagano il prestito attraverso rate (generalmente mensili) comprensive di capitale prestato e interessi maturati sul capitale
  • durante tutto il corso del prestito, la piattaforma di social lending gestisce il flusso dei rimborsi dai richiedenti agli investitori, la relativa reportistica e svolge (in forma diretta o attraverso società terze) attività di recupero credito su richiedenti con ritardi o insolvenze.

 

Social lending: il ruolo delle piattaforme di prestiti tra privati

Come detto al paragrafo precedente, l’incontro tra domanda e offerta di denaro avviene appunto su piattaforme di social lending come la nostra ⬇ che si occupano di diverse attività:

 

Social Lending Soisy

  • costruire un’infrastruttura tecnologica sicura per permettere alle persone di chiedere e offrire denaro
  • gestire un marketplace all’interno della piattaforma dove queste domande e offerte di denaro si incontrano (matching o abbinamento) in base ai diversi criteri scelti da richiedenti e investitori (durata del prestito/investimento, importo, merito creditizio dei richiedenti che ne determina un rating,…)
  • sviluppare modelli di credito e motori di rischio che determinino griglie di “accettazione” dei richiedenti prestito e il pricing stesso del prestito in base alle caratteristiche e al rating dei richiedenti prestito
  • verificare l’identità degli investitori (in ottemperanza alle normative anti-riciclaggio) e dei richiedenti prestito, controllandone identità, documenti, attività lavorativa e reddito e quante più informazioni possibili per stabilirne l’affidabilità creditizia
  • interrogare centrali di rischio e SIC per accertare il merito creditizio dei richiedenti, incrociare tali dati con quelli di reddito e patrimonio per stabilire chi può accedere al credito e al marketplace
  • gestire tutti i movimenti di denaro generati dalla piattaforma: dal momento del finanziamento della richiesta di prestito (dal conto degli investitori al conto dei richiedenti) e per tutta la durata del prestito (rimborso delle rate comprensive di capitale e interessi maturati sullo stesso da parte dei richiedenti agli investitori/prestatori)
  • prestare assistenza ad investitori e richiedenti prestito per attività come estinzione anticipata di un prestito, chiusura di un investimento o allocazione di un investimento su prestiti con altre caratteristiche, oppure attività di recupero credito (diretto o attraverso società terze) nei confronti dei richiedenti e per conti degli investitori nel caso di prestiti insolventi
  • ottemperare ad attività di audit e allineamento alle normative vigenti
  • sviluppare una base clienti che assicuri redditività agli investitori, mantenendo i tassi di insolvenza entro certi limiti.

 

Social lending: tutti i vantaggi dei prestiti tra privati

Come ha ben sintetizzato Giulia Pasquali su GQ Italia, i vantaggi per chiedere un prestito attraverso una piattaforma di social lending e non attraverso le solite banche o finanziarie sono molteplici:

 

  • tassi di interesse inferiori alla media (generalmente e, aggiungiamo noi, soprattutto per chi se lo merita e ha un buon passato e merito creditizio)
  • modello creditizio trasparente ed efficace (sai esattamente dove vanno a finire i tuoi soldi se sei un investitore/prestatore)
  • ampia libertà di azione sia a chi presta che a chi ricerca il capitale.

 

➡️Social lending: gli ulteriori vantaggi dei prestiti tra privati Soisy

Sulla nostra piattaforma di peer-to-peer lending, oltre i vantaggi classici dei prestiti tra privati, ne garantiamo anche qualcuno in più:

  • possibilità di richiedere un preventivo di prestito in pochi secondi, senza impatti su CRIF e senza “intaccare” la propria storia creditizia
  • velocità della pratica con esito certo in 7 minuti
  • se il prestito è approvato, da uno a più giorni per averlo accreditato sul proprio conto corrente
  • il tutto con una user experience veloce e semplice, permettendo l’upload dei documenti online e con firma digitale (invio di codice numerico via sms da inserire in piattaforma), in maniera totalmente paperless, senza dover stampare o scannerizzare documenti o doversi recare in posta per l’invio di documentazione alcuna o contratti firmati alla vecchia maniera
  • senza nessun costo aggiuntivo o prodotto ulteriore (assicurazioni, polizze,… come spesso banche e finanziarie consigliano di sottoscrivere come “conditio sine qua non” per poter ottenere il prestito).

Come fare per ottenerli? 

Social lending: i requisiti SoisyPer ottenere un prestito tra privati attraverso la nostra piattaforma di social lending basta
collegarsi su
www.soisy.it/prestiti/ ed essere in possesso dei requisiti richiesti:   avere la maggiore età ✔ avere la cittadinanza italiana da almeno 3 anni ✔ avere un reddito regolare e dimostrabile ✔ avere un buon merito creditizio (non aver subito protesti o aver pagato in ritardo rate di altri prestiti).

 

Prima di fare un preventivo, ti consigliamo ad ogni modo di fare un confronto tra più prestiti personali, in modo tale da fare una scelta consapevole e adatta alle tue esigenze: se vuoi qui puoi approfondire ulteriormente l’argomento con 10 cose che non puoi non sapere sui prestiti personali.

Social lending: come si è sviluppato nel tempo e nel mondo

Il social lending non è certamente una novità per il mercato italiano, che ha sicuramente preso spunto da contesti più evoluti e precursori.

Social lending nel mondoI prestiti tra privati sono un concept originariamente anglosassone, nati in Inghilterra nel 2005 grazie alla società Zopa, che dal 2008 è operativa anche negli Stati Uniti ad oggi ha finanziato circa 2 miliardi di prestiti tra privati (fonte: wikipedia).

Il mercato anglosassone è molto variegato in termini di società che offrono prestiti tra privati: da Zopa a Prosper, passando per RateSetter, fino a società come Seedrs che gestiscono prestiti tra privati per finanziare aziende. L’importanza di questo business è testimoniata dal fatto che a partire dal 2014 il mercato del peer-to-peer lending è regolamentato dalla FCA, l’ente regolatore del mercato finanziario del Regno Unito.

Lo stesso vale per il mercato statunitense, dove all’arrivo di Zopa nel lontano 2008 erano già operative dal 2006 Lending Club e Funding Circle. Le potenzialità di tale business sono molto ampie, come testimonia l’entrata di Google 4 anni fa nel capitale di Lending Club.

In questo articolo del nostro blog di novembre scorso trovate i riferimenti a società di social lending operative in Europa e nel resto del mondo, con i relativi numeri e riferimenti.

 

Per quanto riguarda i numeri generati dall’hub ed ecosistema di imprese che si occupano di social lending nel mercato italiano, consigliamo invece gli update mensili del blog P2P Lending Italia, che nell’ultimo aggiornamento racconta di un fenomeno -quello del social lending in Italia- che ha permesso di finanziare “oltre 64 milioni di Euro di nuovi prestiti nel corso del 2016, un aumento pari a +524% rispetto ai 10.3 milioni di euro del 2015”.

 

Social lending in Italia: le disposizioni di Banca d’Italia

Social lending disposizioni Banca d'ItaliaRisalgono all’8 novembre 2016 leDisposizioni in materia di raccolta del risparmio da parte dei soggetti diversi dalle banche”, che comprendono una sezione (la IX) completamente dedicata al social lending e alle piattaforme che intermediano denaro tra investitori privati e istituzionali e richiedenti privati o imprese.

 

Come annunciato da Milano Finanza, le disposizioni sono entrate in vigore il 1° gennaio 2017.

Sul significato di social lending, Banca d’Italia ha mostrato di avere le idee molto chiare: “uno strumento attraverso il quale una pluralità di soggetti può richiedere a una pluralità di potenziali finanziatori, tramite piattaforme on-line, fondi rimborsabili per uso personale o per finanziare un progetto. L’operatività dei gestori dei portali on-line che svolgono attività di social lending e di coloro che prestano o raccolgono fondi tramite i suddetti portali è consentita nel rispetto delle norme che regolano le attività riservate dalla legge a particolari categorie di soggetti (ad esempio, attività bancaria, raccolta del risparmio presso il pubblico, concessione di credito nei confronti del pubblico, mediazione creditizia, prestazione dei servizi di pagamento)”.

 

Come ben sintetizzato qui, “Nel Resoconto della consultazione, Banca d’Italia fa comunque capire che questo è solo il primo tassello di una norma normativa ancora tutta in divenire”.

E proprio perché si tratta di una normativa in divenire rimandiamo agli articoli di competenza (Il Social Lending è possibile anche in Italia: dal 2017 via ai prestiti personali sul web e Banca d’Italia pubblica le attese Disposizioni in tema di social lending) per ulteriori approfondimenti.

 

Social lending in Italia per privati

La storia del social lending in Italia è iniziata nel 2005, quando Zopa iniziò ad operare anche nel mercato italiano. Tuttavia nel 2009 Banca d’Italia ne dispose la cancellazione dall’albo degli intermediari finanziari, sospendendone le attività. Dopo questo primo stop, la società è tornata sul mercato e ha ricominciato ad operare nell’ambito social lending nel 2012, col nuovo brand Smartika.


Nello stesso anno è entrata nel mercato nostrano
Prestiamoci, mentre solo l’anno scorso il mercato si è ampliato ulteriormente con la ⬅️nostra entrata nel mercato (ad aprile 2016 Soisy aperto agli investitori e a giugno ai richiedenti prestito) insieme a quella di Younited Credit a maggio 2016 (già operativa nel mercato francese dal 2011 come Prêt d’Union) e di MotusQuo a ottobre 2016.

 

Social lending in Italia per aziende

“Ma i richiedenti possono essere solo persone fisiche e privati?”, si chiedono in molti.

Niente affatto: il social lending è un modello virtuoso anche per permettere di prestare denaro ad aziende e finanziare così progetti imprenditoriali.

Social lending per aziende: la piattaforma Borsa del CreditoMolto famoso e apprezzato il caso della piattaforma inglese Seedrs che permette di finanziare online startup attraverso l’equity crowdfunding, mentre in Italia è stata la società Borsa del Credito ad aprire il mercato del social lending per imprese.

Di qualche settimana fa la notizia dell’entrata nel mercato italiano anche della francese Lendix, già operativa in Francia dal 2014 e che adesso ha iniziato ad operare anche in Italia nell’ambito del social lending per aziende.

Tra gli operatori di social lending per PMI anche Prestacap, con sede operativa a Londra e mercato internazionale (oltre che fare social lending per aziende italiane, lo fanno anche in Germania per aziende tedesche).

 

Social lending: alcuni link e libri per approfondire

La letteratura sul mondo del social lending è tuttavia ancora scarna, e non solo in Italia: come suggerito da questo blog possiamo citare sicuramente Breaking Banks: The Innovators, Rogues, and Strategists Rebooting Banking di Brett King oppure The End of Banking: Money, Credit and The Digital Revolution di Jonathan McMillan.

Peer to peer lending mito o realtà, il libro italiano sul social lending

Specifici sulla piattaforma Funding Circle sono stati scritti 2 testi: The Lending Club Story: How the world’s largest peer to peer lender is transforming finance and how you can benefit di Peter Renton e A Beginner’s Guide to Lending Club: An Investment Guide to Peer-to-Peer Lending di Adam Davidson.

 

Nel panorama italiano invece suggeriamo Peer-to-peer lending: mito o realtà? di Umberto Filottto (qui un estratto) e due blog con notizie e numeri aggiornati sul social lending in Italia: P2P Lending Italia e Fintech News.

 

 

Credits immagini: foto Banca d’Italia

 

 

 

  • MATTEO DE GIULI

    Buongiorno,
    qualcuno di voi è prestatore?
    mi potete dire se effettivamente è come pubblicizzano?

    • Fabio

      Buongiorno Matteo! Io mi sono iscritto come prestatore da qualche mese, e devo dire di essere veramente soddisfatto! Il processo è completamente trasparente e permette di investire il proprio capitale come meglio si crede (con o senza garanzia di rendimento, durata del prestito, rating dei richiedenti in caso non si usi la garanzia…). La procedura per l’iscrizione e l’investimento è completamente online e guidata in tutti i passaggi, e l’interfaccia è molto user-friendly. Vorrei anche sottolineare l’eccellenza del servizio clienti offerto! Mi è capitato di contattare Carlo per chiarire dei dubbi in fase di registrazione, e sono stato veramente soddisfatto dalla rapidità del suo riscontro, dalla sua gentilezza e dalla sua professionalità. Insomma, ad oggi giudizio più che positivo 🙂